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Condire la vita

06 Lug

Lo ricordo come se fosse ieri, invece parlo di 6 anni fa.

La febbre, il mal di testa lancinante, quel diavolo di divano dalla fodera orribile. Io rannicchiata su me stessa con gli occhi di una tossica in overdose e lui coi suoi di occhi fuori dalla testa e la bocca aperta a fissarmi.

Per 5 minuti buoni.

Ora, io non sono un tipo particolarmente paziente in generale, o meglio, non lo sono con chi sembra non cogliere ovvietà al volo. Figurarsi com’ero predisposta alla comprensione con 39.8 di febbre, i crampi e le balle che giravano da mesi ormai.

Mi aveva detto solo “eh?” per poi rimanere lì a fissarmi come un fermo immagine.

“Torno a casa dai miei, non è più cosa fra me e te.”

Silenzio.

“Ma, hai capito?” essendoci stati casi di morti improvvise da caldo in quei giorni, m’era persino sorto il dubbio che ci fosse rimasto secco.

Due battiti di ciglia. Poi un fiume in piena ed una corsa degna di ogni eroina da film abbandonata fino al letto, a rotolarsi tra le lacrime.

LUI.

Io sul divano a fumare. Dalla sigaretta e dalle orecchie.

So che faccio la figura dell’insensibile, ma è andata così. Ci penso molto alle mie decisioni, ma quando le prendo… Sono inamovibile.

Certo non è che lui si sperticasse poi così tanto per far andare le cose per il verso giusto, ma anche io avevo le mie colpe.
“Ho un caratteraccio”  mi dicevo mentre lo sentivo singhiozzare soffocato dalle coperte (e nella mia mente da un cuscino stretto dalle mie mani) “sono impulsiva, ho la testa di porfido e non retrocedo facilmente sulle mie idee.. Magari sono stata troppo dura con lui. Forse non è riuscito a mostrarmi la sua risolutezza perché già io sono troppo maschiaccio” ed altre simpatiche pippe mentali.

Mentre i miei neuroni ballavano il casaciok, brasati dalla febbre come un russo dalla vodka, lui era tornato in salotto, e mi fissava.
Ricordo di aver pensato ai Cuccioli Cerca Famiglia in quel momento.

Lo guardavo anche io ora, per quanto potessi vedere con gli occhi gonfi come palle da biliardo ed il fumo di mezzo.  “Quindi?”

Con lo sguardo di chi aveva ricevuto l’Illuminazione Suprema si era avvicinato alla porta della cucina, si era voltato, dato una rapida passata di mano sul volto ad asciugare le lacrime.

Poi la frase topica:

“Gli spaghetti li vuoi in bianco o col sugo?”

Poi mi chiedono perché non mangio più volentieri gli spaghetti.

e dire che mi piacevano così tanto…

 
2 commenti

Pubblicato da su luglio 6, 2012 in Ei fu un Bel Momento

 

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2 risposte a “Condire la vita

  1. lordbad

    luglio 6, 2012 at 4:52 pm

    Un saluto da Vongole & Merluzzi!

    I nostri complimenti per il blog!

    Mi iscrivo ai feed!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2012/07/06/vongole-merluzzi-dinosauri-jurassic-blog/

     

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